L’Italia per parecchi mesi all’anno affronta delle ondate di calore sempre più lunghe. Questo è un effetto limitante per tutto e tutti, quindi anche i bovini da latte subiscono questo “effetto negativo”. Negli ultimi anni queste temperature sono andate via via aumentando, e rispetto all’era pre-industriale oggi assistiamo a un incremento di 1 °C.
Come associazione abbiamo studiato questo effetto e abbiamo deciso di valutare se questo può essere gestito solamente a livello gestionale da parte dell’allevatore oppure se esiste una relazione genetica che permette di selezionare per soggetti più resistenti agli incrementi delle temperature.
L’indicatore di temperatura-umidità (THI) è un indice bioclimatico, utilizzato per stabilire se l’animale è in stress da caldo. Il THI esprime con un singolo valore gli effetti combinati della temperatura e dell’umidità relativa dell’aria giornalieri.
Per arrivare a determinare se esiste un effetto genetico è necessario stimare “l’effetto animale x ambiente”.
Questo prodotto è definito interazione genotipo x ambiente. L’ambiente in questo caso è rappresentato dall’indicatore THI. Importante stabilire se ad una certa soglia di THI l’animale esce dalla sua “confort zone”, come reagisce e soprattutto se ci sono soggetti che reagiscono in maniera diversa (figura 2).
La domanda che ci siamo fatti è se esiste una “differenziazione genetica” tra gli animali.
