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L’Associazione nazionale allevatori di bovini di razza Piemontese (Anaborapi), nata nel 1960 da un gruppo di appassionati allevatori della Razza, riunisce gli oltre 4mila allevatori della razza bovina Piemontese che aderiscono al relativo Libro Genealogico. La realtà che rappresenta è diversificata, spaziando dai grandi allevamenti delle pianure di Cuneo e Torino dove ingrassano i propri ristalli, alle aziende delle zone collinari del Piemonte e della Liguria, agli alpeggiatori, che sovente posseggono mandrie di grandi dimensioni. Non esiste quindi un unico modello di allevamento della Piemontese, si tratta di una razza rustica ed adattabile, in grado di occupare ogni genere di ambiente. Infatti i numeri sono veramente importanti, 4.200 aziende, circa 150mila fattrici con una media di 35 vacche per azienda.
Il direttore Andrea Quaglino asserisce che “praticamente la Piemontese è tutta iscritta al Libro genealogico, gli allevatori hanno creduto nella loro associazione ed accanto agli aspetti collegati alla selezione ed al miglioramento genetico, hanno anche beneficiato del fatto che l’iscrizione permette la valorizzazione della produzione fino al bancone della macelleria attraverso l’etichettatura volontaria”.
Il direttore continua ricordando che da vent’anni a questa parte molte cose sono cambiate, un tempo l’unico sbocco era la macelleria tradizionale, ora la gdo assorbe oltre il 50% del prodotto, la macelleria tradizionale il 30%, ed il settore Horeca la parte restante. In progressiva crescita è la vendita diretta, anche se è chiaro che quest’ultima non può essere un via per tutti, necessitando di manodopera famigliare specializzata e una buona localizzazione dell’azienda. In ogni caso, la vendita diretta contribuisce a presentare al consumatore lo stretto rapporto che c’è tra Piemontese e territorio.

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